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 LE TENDINITI

I tendini  sono robuste strutture  interposti tra ossa e muscoli attraverso la giunzione osteo-tendinea e quella muscolo-tendinea, consentono di trasmettere e graduare le sollecitazioni che i muscoli  esercitano  sull’apparato scheletrico.

I muscoli tramite la loro contrazione sono  in grado di muovere un segmento osseo  proprio grazie al collegamento tendineo ove si scarica la forza esercitata.

I tendini sono costituiti da fibre collagene di tipo 1 estremamente resistenti ma hanno una capacità di rigenerazione molto più lenta rispetto a quella del muscolo; in altri termini, i tendini sono molto robusti hanno una certa elasticita’ ma se vengono sottoposti a sforzi eccessivi e ripetuti possono subire microlesioni  e la guarigione puo’ essere lenta e faticosa. Il collagene che costituisce i tendini e’ una proteina la cui sintesi e’ stimolata dalla vitamina C ed ordinata dai mucopolisaccaridi che determinano l’elasticita’ del tendine stesso.

Quando parliamo di  tendinite ci riferiamo al  processo infiammatorio del tendine o, meglio, della sua guaina, il peritenonio che avvolge il tendine stesso ; motociclisticamente parlando e’ come se il filo dell’acceleratore non scorresse bene nella sua guaina e tendesse a bloccarsi all’interno: questa e’ la tenosinovite. In questo caso ogni tentativo di movimento suscita dolore acuto e talora e’ possibile apprezzare il rumore che fa il tendine all’interno della guaina tendinea.

Quando invece l’infiammazione avviene in prossimita’ dell’inserzione all’osso si parla di tendinopatia inserzionale.

Le lesioni tendinee si possono verificare a causa di sforzi eccessivi oppure microtraumi ripetuti cosi’ come esercizi non abituali, soprattutto se eseguiti in modo non del tutto corretto. Un esempio tipico e’ quando un soggetto non allenato esegue uno sforzo protratto nel tempo (es. lunga camminata o corsa in salita)  ed il giorno successivo lamenta dolore a livello del tendine d’Achille.

Il sintomo principale della tendinite è il dolore nella zona colpita, dolore che che aumenta con il movimento e che può essere accompagnato da gonfiore e crepitio locale, infatti  si puo’ determinare una cattiva lubrificazione delle guaine tendinee  che causa una  frizione del tendine al movimento che può essere apprezzabile dal medico e dal paziente stesso. 

Quando la tendinite diventa una tenosinovite  come avviene ad esempio nei muscoli flessori o estensori delle dita delle mani oltre al dolore  si avra’ difficoltà di scorrimento del tendine all’interno della propria guaina e puo’ comparire una sensazione di “scatto” ad esempio nella mano il cosiddetto “dito a scatto”.

Quando invece il dolore si evidenzia alla giunzione tra il tendine e osso avremo una tendinopatia inserzionale come avviene ad esempio ad esempio nella epicondilite, tendinopatia rotulea o pubalgia. La  rottura del tendine si verifica raramente e riguarda, in particolare, atleti che hanno superato i 40 anni di età, che hanno sottoposto  i propri tendini a lesioni ripetute, che hanno praticato infiltrazioni con cortisone oppure praticano uno sport con troppa intensità, dopo un lungo periodo di inattività. La lacerazione del tendine può anche verificarsi a causa di un movimento improvviso e violento come un brusco scatto con sensazione di “schiocco” accompagnato da un forte dolore e l’impossibilità di muovere l’arto. 

La cura primaria delle tendiniti e’ la prevenzione, ovvero un corretto allenamento che comprende il riscaldamento e lo stretching, una corretta alimentazione e l’uso di attrezzature adeguate.

Quando è presente il dolore è necessario un adeguato periodo di riposo, e’ utile applicare ghiaccio od un bendaggio di scarico ed assumere sostanze che facilitino la naturale guarigione del tendine. Quando il dolore persiste e ci troviamo di fronte ad una tenovaginite  puo’ essere necessario effettuare delle infiltrazioni all’interno della guaina con acido ialuronico che facilita lo scorrimento del tendine e riduce l’infiammazione. Salvo casi eccezionali e’ meglio non ricorrere ad infiltrazioni con cortisone che possono indebolire il tendine stesso. Terapie fisiche quali il laser, gli ultrasuoni, la tekar oppure l’ossigeno-ozono terapia o la mesoterapia hanno mostrato la loro efficacia nella cura delle forme croniche.

Recentemente ottimi risultati nelle tendinopatie croniche sono stati ottenuti con l’impiego del P.R.P. (Plasma ricco in piastrine) ed in letteratura sono stati pubblicati numerosi lavori che dimostrano l’utilità  del PRP nel trattamento delle epicondiliti e tendinopatie dell’achilleo; nel nostro centro utilizziamo da anni il PRP e risultati favorevoli sono stati ottenuti anche nelle pubalgie (calciatori) e tenosinoviti dell’avambraccio (piloti di motocross).

Vediamo ora di fornire alcuni consigli ai piloti:

Utile fare un adeguato riscaldamento e stretching prima di iniziare qualsiasi attività sportiva per poter “allungare” i muscoli; infatti, più il muscolo è corto e ipertrofico, più il tendine viene sottoposto a forti tensioni e se ne favorisce l’infiammazione; 

non esagerare mai durante l’esecuzione degli esercizi, evitando di andare oltre i propri limiti e ricordando che se si prova dolore è opportuno fermarsi e riposarsi, o alternarsi in qualche altra attività meno faticosa. 

Seguire i consigli di un allenatore o comunque un esperto e non lanciarsi in allenamenti eccessivi ritenendo che possano migliorare in modo drastico la nostra performance, spesso avviene il contrario.