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PERCHE’ LA CARTILAGINE “SI AMMALA”.

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In una articolazione sana, la cartilagine svolge due funzioni: agisce come ammortizzatore per ridurre l’impatto sulle ossa e fornendo contemporaneamente una superficie che serve da “frizione” per un movimento dell’articolazione che sia regolare, morbido e indolore. Quando esercitiamo un sovraccarico di peso o stress meccanici sulle articolazioni, la cartilagine spreme il liquido sinoviale, una sostanza oleosa prodotta dalla membrana sinoviale, dentro la capsula sinoviale. Quando la pressione è allentata, la cartilagine assorbe il liquido sinoviale come una spugna. E’ questo flusso e riflusso nutritivo che fa da cuscinetto e lubrifica ogni movimento che facciamo.

Come tutti gli altri tessuti connettivi dell’organismo, anche la cartilagine articolare è un materiale vivo e dinamico. In pratica è costantemente demolita e rimpiazzata. Nelle persone sane c’è un equilibrio fra la distruzione del vecchio tessuto e la sintesi di uno nuovo. Se invece la cartilagine viene distrutta più velocemente rispetto al tempo impiegato dall’ organismo a sostituirla, allora si sviluppa l’artrosi.

Per produrre una cartilagine sana il nostro organismo ha bisogno di quattro elementi: acqua (infatti è composta per il 60-80% di acqua), collagene (una proteina forte ed elastica), proteoglicani (molecole grandi ed elastiche) e speciali cellule chiamate condrociti.

  • Le fibre di collagene formano una struttura simile a quella delle travi di acciaio che sostengono un ponte.
  • I proteoglicani si trovano all’interno della struttura del collagene dove attraggono, catturano e trattengono l’acqua.
  • I condrociti producono continuamente nuovo collagene e proteoglicani, inoltre producono anche alcuni enzimi (elastasi e iarulonasi) che aiutano a demolire il vecchio collagene e i proteoglicani ormai danneggiati.

Va tutto bene come in una macchina ben lubrificata fino a quando qualcosa non funziona più: può infatti capitare che la lubrificazione non sia più sufficiente o che la cartilagine venga danneggiata da enzimi o sostanze nocive contenute nel lubrificante stesso.

RIGENERAZIONE DELLA CARTILAGINE CON STAMINALI

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Fino ad ora pensavamo che l’artrosi fosse una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento: ora sappiamo che non è così!

Il danno causato da quella che chiamiamo artrosi secondaria è provocato da lesioni cartilaginee traumatiche o ripetute. Questo è il tipo di disturbo di solito sviluppato da giovani atleti. L’artrosi primaria è invece una vera e propria malattia che puoò svilupparsi anche in giovane età.

Oggi le ricerche hanno dimostrano che sia l’artrosi primaria che secondaria possono essere rallentate nel loro cammino rifornendo l’organismo di quei nutrienti di cui ha bisogno per produrre nuova cartilagine, cioé: glucosamina solfato, condroitin solfato ed un’ampia gamma di vitamine, minerali e fitonutrienti. Le notizie migliori sono la conferma che l’integrazione con questi elementi non solo dà sollievo al dolore e alla rigidità dell’artrosi, ma può anche facilitare la riparazione della cartilagine danneggiata.

Nei casi più gravi o nelle lesioni più estese è oggi possibile rigenerare la cartilagine grazie all’impiego delle cellule mesenchimali staminali e di tessuti bio-ingegnerizzati detti “scaffold”.