web analytics
img

+39 027610310 +39 0270124931

info@oasiortopedia.it
img Via G.A. AMADEO, 24 - 20133 MILAN - ITALY
  • Follow us:

“Pump Arm Syndrome” ovvero la contrattura dolorosa dell’avambraccio nel Motocross: un problema difficile da risolvere.

La contrattura dolorosa dell’avambraccio e’ un problema frequente e molto fastidioso per il pilota di motocross; colpisce l’appassionato della domenica ed il pilota professionista e talvolta e’ cosi’ debilitante da costringere all’abbandono dello sport.

Puo’ essere molto pericolosa in quanto determina una diminuzione nella capacita’ di controllo della moto e puo’ causare gravi incidenti.

E’ un problema di frequente riscontro nel motocross e meno in altri sport di grande diffusione e pochi studi sono stati condotti sull’argomento poiche’ nessuna casa motociclistica o Federazione sportiva ha mai investito denaro supportando Fondazioni od istituti di  ricerca affinche’ venissero studiati i meccanismi che determinano questo problema.

Non e’ infrequente infatti che il pilota di motocross si rechi da un medico sportivo od ortopedico lamentando la “pump arm Syndrome” ed il medico non sappia neppure dell’esistenza di tale patologia.

Come i lettori di motocross sanno, da oltre 30 anni mi occupo di fuoristrada prima come pilota e poi come medico dello sport: cerchero’ di fare un po’ di luce sul problema. 

Innanzi tutto voglio sottolineare un aspetto curioso: ho fatto una ricerca in letteratura e questa affezione e’ pochissimo conosciuta, in un articolo apparso sulla rivista American journal of sports medicine del 1998 la sindrome compartimentale dell’avambraccio e’ ritenuta rarissima e pochi sono i risultati riportati dopo trattamento chirurgico; per contro, basta frequentare le gare di motocross anche a livello minore, e tutti sanno cosa significa soffrire di contrattura dolorosa dell’avambraccio, raccontano le proprie esperienze, i tentativi piu’ disparati di trattamento che vanno dai massaggi con la crema della nonna a complicati interventi chirurgici da effettuarsi rigorosamente in Belgio, la culla del motocross!

L’atteggiamento piu’ comune del pilota di motocross e’ cercare una soluzione radicale immediata del problema per cui spesso mi chiedono: doc, operami le braccia e fammi tornare subito alle gare senza questo problema che non mi lascia finire le gare! Purtroppo non si tratta di un menisco rotto che consente recuperi rapidi dopo l’intervento artroscopico, il problema e’ complesso e bisogna partire dall’inizio: quali sono le cause che possono determinare il dolore all’avambraccio nel pilota di motocross?

Molti, moltissimi fattori possono essere in causa: ad esempio un problema alla colonna cervicale, la cosiddetta sindrome del tunnel carpale, una sofferenza del nervo ulnare, una epicondilite od epitrocleite,esiti di fratture del gomito od avambraccio, la presenza di cisti che comprimono i muscoli,tutti questi ed altri possono determinare dolore all’avambraccio.

Ma esaminiamo la causa piu’ comune ovvero la “sindrome compartimentale cronica dell’avambraccio” ovvero quella affezione che determina dopo pochi giri di gara una contrattura dolorosa di tutto l’avambraccio con parziale o totale impossibilita’ di chiudere la mano e mantenere la presa del manubrio con dolore ed insensibilita’ delle dita. Una situazione dolorosa e frustrante poiche’ spesso determina l’infrangersi di un sogno, dopo un meticoloso allenamento in palestra, moto nuova e performante, team perfetto, il pilota non riesce neppure a completare la gara e deve fermarsi per l’incapacita’ a controllare la moto.

Fortunatamente non tutti i casi sono cosi’ terribili come quello descritto e spesso assistiamo a situazioni intermedie ma comunque fastidiose ed invalidanti.

Importante distinguere la sindrome cronica piu’ frequente, in cui il pilota lamenta il dolore e la contrattura, deve fermarsi e gradualmente i disturbi diminuiscono con il riposo, da una sindrome compartimentale acuta (fortunatamente rara) in cui il pilota a causa di una caduta puo’ avere una frattura ossea o lesione muscolare; in questo caso si ha un sanguinamento intrafasciale,il soggetto vede gonfiare in modo repentino l’avambraccio e perde la sensibilita’ delle dita: questa e’ una situazione grave e richiede l’immediato ricovero in un pronto soccorso poiche’ puo’ causare gravi esiti! Bisogna cercare di muovere passivamente le dita e recarsi subito in un centro specializzato nell’affrontare tali patologie. 

Vediamo ora di comprendere l’anatomia dell’ avambraccio ed i motivi che possono determinare la compressione muscolare; occorre intanto ricordare che ogni muscolo e’ circondato da una fascia che lo avvolge e contiene: si chiama epimisio, a scopo esemplificativo immaginiamo  la salsiccia.All’interno del muscolo stesso vi sono diversi fascicoli che sono formati dalle fibre muscolari, tali fascicoli son avvolti da un’altra fascia che si chiama perimisio, ogni fibra muscolare e’ quindi circondata da una fascia che si chiama endomisio (vedi figura 1).

Diversi gruppi muscolari con simili funzioni sono poi contenuti all’interno delle loggie e circondati da un’altra fascia che li mantiene uniti,tale fascia e’ sottile, molto robusta ma poco elastica e questo fa si’ che un aumento di volume repentino dei muscoli possa fare aumentare la pressione all’interno del compartimento stesso, ecco perche’ si chiama sindrome compartimentale.

Muscle Screen Shot 2014-06-16 at 4.46.27 PM

Schematizzando possiamo considerare l’avambraccio come costituito da 2 compartimenti principali quello palmare (contiene i muscoli che consentono la flessione dell’avambraccio, del polso e delle dita) e quello dorsale che vicevera contiene i muscoli che consentono l’estensione delle dita e del polso.

Se afferriamo il manubrio e stringiamo le manopole noteremo che i muscoli di entrambi i compartimenti si contraggono, i muscoli flessori delle dita fanno si’ che abbiamo una presa solida e gli estensori del polso stabilizzano la mano che impugna il manubrio. In linea generale noi contraiamo sempre i gruppi muscolari con funzioni opposte che vengono definiti agonisti ed antagonisti.

anatomy1

La figura 2  illustra bene la muscolatura dell’avambraccio.

Se sezioniamo trasversalmente l’avambraccio (vedi fig.3) noteremo che e’ costituito da 4 compartimenti principale:2 lato palmare uno dorsale ed uno laterale.

Quando un pilota guida la moto da cross i muscoli dell’avambraccio sono molto sollecitati ed una notevole quantita’ di sangue e’ richiesta per portare l’ossigeno a questi muscoli;il muscoli si gonfiano e lo spazio all’interno della fascia puo’ divenire insufficiente, cio’ determina un aumento della pressione poiche’ i fluidi sono incomprimibili quindi si ha uno strangolamento del muscolo stesso e dei vasi sanguigni in esso contenuti soprattutto le vene che hanno una pressione sanguigna minore si collassano ed impediscono la fuoriuscita del sangue dal muscolo creando un circolo vizioso: il sangue continua ad arrivare ma non riesce ad uscire dal muscolo e l’avambraccio diviene duro come una roccia!

Se poi la pressione riesce ad arrivare a valori cosi’ elevati da superare quella arteriosa nei capillari si puo’ giungere ad una vera e propria ischemia e morte dei tessuti.

anatomy2

Questa e’ una situazione simile a quanto avviene nei maratoneti quando si determina una sindrome compartimentale dell’arto inferiore.

In conclusione al di la’ di quanto afferma la letteratura la sindrome compartimentale dell’avambraccio nel pilota di motocross e’ molto frequente ed invalidante.

Nel prossimo numero esamineremo le possibilità di prevenzione e cura di questa patologia.

Come abbiamo visto nello scorso numero di Medical Corner la contrattura dolorosa dell’avambraccio e’ molto frequente nel pilota di motocross, probabilmente piu’ frequente che la contrattura dolorosa cronica della gamba nei maratoneti.

Purtroppo questa sindrome e’ poco conosciuta dai medici dello sport amenoche’ abbiano molti pazienti piloti di motocross! Il fatto che sia cosi’ frequente nei piloti e’ legato al fatto che i muscoli dell’avambraccio ricevono un valido apporto ematico solo quando sono rilassati e’ cio’ avviene soloin rari momenti durante una gara di motocross.

Sono stati condotti pochi studi sulla circolazione dell’avambraccio durante uno sforzo continuo di contrazione come nel motocross e con risultati contrastanti; dall’analisi dei risultati si puo’ comunque affermare che la pressione all’interno dei compartimenti dell’avambraccio debba avere valori a riposo di almeno 30mm. di  mercurio inferiore alla pressione minima (diastolica) del soggetto.  

Partendo dalla comprensione che il problema e’ legato alla circolazione sanguigna dell’avambraccio, vediamo ora di analizzare quali possono essere le soluzioni a questo fastidioso problema: 

SOLUZIONE CHIRURGICA: inizio subito dalla fine ovvero il trattamento chirurgico e desidero chiarire alcuni aspetti tuttora poco chiari. Oggi siamo abituati a considerare l’intervento chirurgico come una soluzione definitiva delproblema e le moderne tecniche chirurgiche ortopediche hanno raggiunto risultati cosi’ buoni da fare spesso dimenticare i possibili insuccessi e le complicazioni.

La mia mentalita’ “anglosassone” scientificamente parlando, mi ha portato a spiegare sempre ai pazienti prima di un intervento quelli che sono i risultati riportati in letteratura circa l’intervento da eseguire e quella che e’ la mia esperienza personale.

Ad esempio quando si propone un intervento di ricostruzione del crociato anteriore bisogna spiegare che i risultati in letteratura riportano un successo in oltre l’85% dei casi, e che le complicazioni (infettive, vascolari, nervose ecc.) sono rare ma esistono; poi bisogna entrare nel caso specifico e quindi e’ doveroso spiegare  che la percentuale di soggetti che riesce a tornare allo sport allo stesso livello praticato prima dell’infortunio e’ diversa tra motocross, calcio e sci rispetto ad esempio alla bicicletta da strada od il nuoto. 

Se parliamo di Pump Arm Syndrome sono fatto oggetto di molte richieste di intervento da parte dei piloti e spesso dei padri dei piloti: “dottore operi subito mio figlio almeno non ha piu’scuse per dare gas”…

Vorrei fare chiarezza : l’intervento di “fasciotomia” ovvero l’apertura mediante incisione delle fasce che avvolgono i muscoli dell’avambraccio e’ un intervento possibile, viene normalmente eseguito in situazioni di emergenza per sindrome compartimentale acuta e non presenta particolari difficolta’; e’ necessario praticare due tagli uno volare ed uno dorsale a livello dell’avambraccio per potere rilasciare i 4 compartimenti. Detto questo e’ importante sapere che esistono pochi studi ben documentati circa l’effettiva utilita’ nella “pump arm Syndrome” il risultato mediamente e’ positivo in circa il 50% dei casi ed alcuni  atleti hanno dimostrato un peggioramento dopo l’intevento dovuto alla formazione di tessuto cicatriziale con  ulteriore aumento della pressione nell’avambraccio ed impossibilita’ a praticare lo sport del motocross.

Taluni autori infine suggeriscono di rilasciare solo la parte volare (quella del palmo della mano) dell’avambraccio  ed effettuere l’intervento sotto controllo endoscopico; l’operazione puo’ essere eseguita in day hospital con anestesia loco regionale ed il ritorno allo sport del motocross avviene in genere dopo un mese.

Ripeto pero’ che al momento attuale pero’ non disponiamo di dati sicuri e di un  lungo follow up.